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21.02.06 La Domenica di Vicenza di Luca Faietti
Chi ha paura degli autovelox? Un po' tutti da gennaio in poi. Sulle principali autostrade sono infatti attivi già da un paio di mesi strumenti in grado di registrare le velocità degli automobilisti per brevi tratte, pochi chilometri sufficienti però ad inchiodare i responsabili delle infrazioni alle loro responsabilità. Saranno cioè dolori per gli automobilisti che supereranno i limiti.
Punti che si volatilizzeranno e multe che supereranno anche i mille euro.
La tolleranza zero contro la velocità in autostrada è dunque oramai uno spettro che aleggia sulle teste di chi, spesso senza saperlo, si mette al volante.
Se da un lato questo nuovo tipo di sistema sicuramente indurrà gli automobilisti ad essere più prudenti, d'altro canto rischia però di penalizzare in modo davvero eccesssivo chi ha la ventura di superare i limiti.
Inoltre lascia perplessi la poca informazione da parte degli enti responsabili rispetto a questa situazione sanzionatoria.Se l'intento è di far calare le velocità delle auto e quindi prevenire, perché non si è data la giusta "pubblicità" ai nuovi autovelox? Nel Veneto sono già arrivati, nella tratta di Occhiobello. A segnalare la presenza dei rilevatori automatici, vi è un cartello di colore giallo. Certo è che non tutti sanno con precisione di che si tratti. Ed in molti ci hanno già lasciato, loro malgrado, le cosiddette "penne". Limitati per quantità ma significativi i primi risultati fatti segnare dunque dal sistema di controllo attivo in via sperimentale su alcune tratte autostradali italiane che consente di rilevare la velocità media di un mezzo in tratti di 10 o 25 Km; si chiama Tutor, il sistema di cui scriviamo. Nome che sa di beffa per chi ne ha subito le lezioni! I risultati presentati da una relazione della Polizia Stradale, al tavolo di lavoro della Consulta per la sicurezza attivata da Autostrade Italia, della quale fanno parte le associazioni dei consumatori, Quattroruote e l'Asaps sono chiari. In sole 17 accensioni, per un totale di 45 ore di funzionamento, dal 23 dicembre al 12 gennaio sono state rilevate circa 300 infrazioni che faranno scaturire altrettanti verbali nei confronti di automobilisti che guidavano a velocità medie elevate (tra 140 e 155 km/h). Circa 60 le rilevazioni di velocità superiori alla media prevista (136 Km/h col 5% di tolleranza) nei due tratti emiliani della A13 Ferrara-Occhiobello Nord . Romano Pigato, presidente dell'Aci di Vicenza non ha dubbi. "Ormai non c'è nientrte da fare. L'automobilista è ancora considerato come un privilegiato che va in auto per sfizio. E' più pericoloso andare a 130 in autostrada che più veloce, perché la gente si distrae di più dei 170". E' una questione di cassa per il presidente Pigato. "Perché devono sempre pagare gli automobilisti? Il buon senso non lo adopera più nessuno. 50 chilometri all'ora in certe parti sono troppi, come nei centri abitati. Ma i 170 in autostrada non sono una velocità eccessiva". Poi una domanda: "Perché non multano anche quelli che vanno troppo piano? Dovrebbero andare fuori dalle porte delle distoteche e afre attenzione a quelli che escono alle 5 della mattina, che si ubriacano e fanno scappare il morto. L'eccesso di velocità diventa pericoloso solo quando c'è qualche squilibrato alla guida". Ma il Tutor, è davvero un tutor degli automobilisti? "Questi sistemi non aiutano alla prevenzione, anche se spero che non siano messi sulle strade solo per reprimere. Ci sono altre possibilità se volessero. Io automoblista lavoratore, non posso essere messo alla stessa stregua di chi va in auto dopo aver bevuto". Poi una provocazione: "Perchè allora non fare automobili che non superirno i 130 all'ora? Che senso ha fare auto troppo veloci? Curiamo di più la robustezza e meno la velocità. Ma a questo punto perché non torniamo con i carretti trainati dai cavalli? Ma usiamo il buon senso e non tartassiamo sempre e solo gli automobilisti!". Infine una rivelazione: "Ci sono già anche da noi i Tutor, come sulla Gasparona ed arriveranno anche sulla Brescia Padova nella tratta vicentina". C'è poco da stare allegri allora. Massimo Pecori difensore civico di Vicenza: "Per evitare problemi di privacy non si fotografa più chi è alla guida. Da quel che so io i Tutor li mettono solo sulle autostrade. In via analogica il problema si è già presentato con gli autovelox. Fino ad ora ho avuto proteste per le foto rid sui semafori, ma non ancora per i nuovi sistemi. Direi che anche in questo caso se non è riconoscibile chi è dentro l'autovettura la privacy è rispettata. Le foto non arrivano più a casa ma bisogna rtirarle su richiesta. In questi casi parliamo di apparecchi nuovi e non ho ancora ben chiaro che tipo di difesa si può portare avanti nei confronti degli automobilisti. Però mi pare che non ci sia scampo. Come automoblisti siamo un po' tartassati, in effetti. Questo sembra proprio un modo di fare quattrini e mi auguro che questi sistemi siano almeno ben segnalati, ed evidenti per chi giuda. Altrimenti non potranno venirmi a dire che si tratta di prevenzione". Ecco su quali tratte stradali e autostradali le forze dell'ordine hanno collocato i temibilissimi rilevatori automatici di velocità. Chi non rispetta i limiti - è sempre bene ricordarlo - rischia fino a 1.311 euro di multa, la perdita di un massimo di 10 punti e la sospensione della patente da uno a tre mesi (le sanzioni raddoppiano nel caso dei neopatentati). POSTAZIONI MOBILI SULLE AUTOSTRADE A NORD e A SUD
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